La Torre Velasca passa agli americani di Hines

Sono arrivati gli americani. La Torre Velasca di Milano passa da Unipol a Hines, una delle maggiori società immobiliari al mondo, con sedi in 214 città in 24 paesi, e beni per un valore stimato intorno ai 25,8 miliardi di dollari. Si tratta di un’operazione da circa 220 milioni di euro, di cui 150-160 per l’acquisizione dell’immobile e il resto per i lavori di ristrutturazione. Compresa una riqualificazione della piazza circostante. Torre Velasca è una delle icone di Milano, ancora oggi un simbolo nello skyline di una città sempre più verticale, con la parte superiore più larga di quella inferiore. Un’architettura unica anche adesso che i grattacieli non mancano vedi la torre Isozaki, il curvo di Daniel Libeskind, lo storto di Zaha Hadid, e l’UniCredit Tower, che con i suoi 231 metri di altezza alla guglia è il più alto d’Italia.

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Foto Mairo Cinquetti/NurPhoto via Getty Images

Il complesso polifunzionale, commerciale e residenziale, ha una cubatura eccezionale fatta di vetro, acciaio e cemento. Progettato nella prima metà degli anni Cinquanta da studio BBPR, su incarico della società Rice, con la collaborazione dell’ingegner Arturo Danusso. La Torre sorge a poche centinaia di metri dal Duomo, su un’area del centro che fu devastata dai bombardamenti angloamericani del 1943. Dal 2011 è sottoposta a vincolo della Soprintendenza alle Belle Arti.

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Foto Marco Secchi/Getty Images

Il grattacielo è stato nel corso degli anni spesso al centro del dibatto tra intellettuali e architetti, da una parte c’è chi la considera un assoluto capolavoro e l’invenzione di una nuova architettura, dall’altra un torracchione di vetro e cemento e uno degli edifici più brutti al mondo. Di  26 piani e 106 metri di altezza, per costruirlo servirono 292 giorni.  Ospita appartamenti e uffici, provate a cercare sui siti immobiliari, troverete 43 mq a 520 mila euro. (Foto apertura View Pictures/Universal Images Group via Getty Images).

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Fonte: http://living.corriere.it/tendenze/architettura/la-torre-velasca-passa-agli-americani-di-hines/

Autore dell'articolo: living.corriere.it