Terraforma 2019 è una magnifica babele

Terraforma, il Burning Man milanese, è molto più di un festival di musica elettronica. Lo conferma il coinvolgimento della designer e artista Nathalie Du Pasquier (tra le altre cose, co-fondatrice del collettivo Memphis di Sottsass), che per la sesta edizione ha disegnato un nuovo, dirompente alfabeto visivo.

Durante la serata di presentazione del festival, lo scorso 13 dicembre presso la Palazzina dei Bagni Misteriosi a Milano, Terraforma ha svelato la sua nuova veste grafica firmata dalla Du PasquierThe Alphabet, una successione di simboli fluo, dalle sembianze ancestrali: «Un Alfabeto riguarda un numero preciso di simboli che possono creare significati a seconda di come sono messi insieme. Nel nostro, i  simboli hanno un valore variabile, la loro combinazione crea significati diversi a seconda di chi li decifra». Un personale codice immaginario dal quale comincerà l’esplorazione di diversi linguaggi nel corso della manifestazione estiva che dal 5 al 7 luglio 2019 farà vibrare di bassi e colori il bosco della splendida Villa Arconati-FAR.[/underline] Dal debutto nel 2014 per l’identità visiva di Terraforma, sono stati coinvolti artisti quali Ignazio Mortellaro, Luca Trevisani, Francesco Cavaliere ed Emanuele Marcuccio.

La terraformazione avviene nel Giardino della villa settecentesca, in un processo alchemico tra l’atmosfera antica della cornice e le frequenze contemporanee della manifestazione, in una tre giorni che coinvolge il popolo cosmopolita dei terraformers di una notte e dei campeggiatori in un ricco programma di dj set, workshop e incontri. Lo spettacolo più atteso di Terraforma 2019, in collaborazione con il Festival di Villa Arconati-FAR, è affidato al linguaggio universale di Laurie Anderson, artista visiva, compositrice, musicista d’avanguardia, regista, poetessa urbana, femminista, moglie del compianto Lou Reed e celebrità più atipica del pianeta, che presenta per la prima volta in Italia The Language of the Future, una performance imprevedibile che mescola narrazione (spoken word), musica (violino elettrico e orchestra digitale) e proiezione di video interattivi.

Se la performance inaugurale di Terraforma è affidata all’acclamata produttrice e compositrice di musica elettroacustica Caterina Barbieri, che sonda temi legati all’intelligenza artificiale, al tempo e allo spazio, il resto della line up non è da meno. In un trip sinestetico che associa discipline e linguaggi differenti al filo conduttore sonoro si alternano la cantautrice e compositrice britannica Mica Levi (Micachu) traduce il linguaggio cinematografico contemporaneo in musica (sue le colonne sonore di Under the Skin, 2013 con Scarlett Johansson, Jackie, 2016, di Pablo Larraín con Natalie Portman e Monos, 2019), le omelie tra sacro e profano eseguite con il banjo da Daniel Higgs, il linguaggio algoritmico di Monolake e Renick Bell con live coding e mapping, con la proiezione in tempo reale dei codici sugli alberi che circondano il soundsystem e quello del corpo in movimento con Kavain Space, in arte RP Boo, ex ballerino, musicista, produttore e dj elettronico tra i pionieri del genere footwork negli Anni 90.

Tra le attività collaterali, oltre alle sessioni yoga domenicali, segnaliamo il talk con Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale di fama mondiale inserito dal New Yorker nella classifica dei World changers. Durante l’incontro si discute della strategia evolutiva che ha portato il mondo vegetale a rappresentare, incontrastato, l’82% della biomassa terrena. Da sempre focalizzato sulla sostenibilità (a fine gennaio Terraforma è stato premiato per la sostenibilità da A Greener Festival (AGF), l’associazione inglese no profit più attiva nella ricerca, nel monitoraggio e nell’aiuto all’implementazione di soluzioni green per eventi musicali) e sulla musica elettronica come una forma d’arte in prevalenza definita dall’assenza di testo, quest’anno il festival riparte con un approccio diverso. Il linguaggio si manifesta attraverso un accurato programma di esibizioni site-specific, momenti di approfondimento e esplorazione di nuovi media. Con il contributo speciale di Natahalie, parole, immagini, vocalismi e codici creeranno una conversazione diretta e in continua evoluzione con la comunità che si ritrova ogni anno a Villa Arconati.

dove: Villa Arconati-FAR, Bollate, Milano
quando: Dal 5 al 7 luglio 2019

terraformafestival.com

Fonte: http://living.corriere.it/tendenze/extra/terraforma-2019-villa-arconati-nathalie-du-pasquier/

Autore dell'articolo: living.corriere.it