Ikea scommette su un futuro verde

La parola più pronunciata all’ultima edizione dei Democratic Design Days, la convention annuale in cui Ikea annuncia le novità del prossimo biennio, è stata senza dubbio sostenibilità. «Le persone vogliono vivere in modi più sostenibili e la nostra ambizione è rendere la vita sostenibile accessibile, attraente e stimolante per molte persone. Ecco perché siamo sempre alla ricerca di nuove soluzioni insieme ad altri partner», afferma Torbjörn Lööf, CEO di Inter IKEA Group. La rivoluzione verde del colosso svedese era già stata anticipata lo scorso anno con il Sustainability Report 2018, nel quale annunciava l’obiettivo del 2030 a convertirsi in un’azienda completamente circolare: «Significa che tutti i prodotti targati Ikea saranno fatti di materiali rinnovabili o riciclati e che al termine del loro ciclo di vita potranno potranno tornare di nuovo in circolo. Ci impegniamo inoltre a eliminare tutte le plastiche monouso entro il 2020», aggiunge Alexandra Galef, Sustainability Development Leader del gruppo. Addio quindi a cannucce, piatti, bicchieri e tazze di plastica, oltre a sacchetti freezer e sacchi per la spazzatura.

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La collezione tessile in PET riciclato disegnata da Inma Bermúdez

Non stupisce quindi che le principali novità annunciate ai DDD2019 siano tutte sviluppate in un’ottica green: da MUSSELBLOMMA, una collezione tessile disegnata da Inma Bermúdez (una borsa, due cuscini e una tovaglia) realizzata con plastica recuperata dal Mar Mediterraneo – negli store italiani e spagnoli questo autunno – all’impegno a sostituire tutti i prodotti tessili in poliestere vergine con poliestere riciclato, fino a una polpetta “alternativa” a base di proteine vegetali. Lancio previsto per l’autunno 2019 anche per FÖRÄNDRING, una collezione di accessori e complementi d’arredo in paglia di riso (un residuo dei raccolti che, se bruciato, contribuisce pesantemente all’inquinamento atmosferico) nata nell’ambito dell’iniziativa “Better Air Now” che vede il colosso svedese unire le forze con la Coalizione per il clima e l’aria pulita (CCAC). Lo scorso maggio, invece, ha debuttato al Chelsea Flower Show di Londra il prototipo di un sistema per le coltivazioni domestiche messo a punto dal designer britannico Tom Dixon, alla sua seconda collaborazione con Ikea, insieme a James Fuchter, creative leader dell’azienda: «È una grande opportunità per promuovere la coltivazione di piante commestibili. Noi vogliamo mostrare alle persone un’alternativa, invece di comprare tutto al supermercato». Per ora in fase di test, il progetto “Urban Growing” arriverà nei negozi non prima del 2021.

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Un prototipo del sistema per le coltivazioni domestiche elaborato da Tom Dixon

Sempre all’insegna della sostenibilità e del risparmio energetico, prosegue la collaborazione tra Ikea e Little Sun, progetto di social business fondato dall’artista danese Olafur Eliasson insieme all’ingegnere Frederik Ottesen per portare luce ed energia alle comunità di tutto il mondo, specialmente a quelle senza regolare accesso alla rete elettrica. La collezione SAMMANLÄNKAD, che verrà commercializzata solo nel 2021, comprenderà una serie di gadget a energia solare di facile uso nell’ambito domestico. Tra questi, dei pannelli solari da applicare alle finestre che fungono da lampade da tavolo o a sospensione, oppure possono essere utilizzati come power banks per ricaricare piccoli dispositivi elettronici come tablet e smartphone. «Questa è un’enorme opportunità per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’accesso alle energie rinnovabili e sull’urgente necessità di soluzioni globali», dichiara Eliasson. «Prendiamo le lampade a energia solare che abbiamo distribuito ai bambini dell’Africa subsahariana in questi anni: oltre alla funzionalità, il design diventa il veicolo di un messaggio importante e permette di insegnare la sostenibilità in modo empatico e ludico».

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Una delle lampade a energia solare disegnate da Olafur Eliasson / Little Sun

Non ultimo il progetto Urban Village sviluppato insieme all’agenzia creativa di Copenhagen SPACE10 e allo studio di architettura EFFEKT. Si tratta di una ricerca rivolta alla progettazione di case più vivibili, sostenibili e accessibili con l’obiettivo di generare all’interno delle città delle micro-comunità autosufficienti – una sorta di cooperative abitative – con risorse, strutture e servizi condivisi come la raccolta dell’acqua, la produzione di energia rinnovabile, il riciclaggio, l’agricoltura urbana e il compostaggio localizzato. Basato sulla costruzione di appartamenti modulari standard da scambiare o collegare a seconda delle necessità delle famiglie, il sistema Urban Village (in apertura, un render) combina la vita privata con spazi condivisi tra cui sale da pranzo in comune, asili, coltivazioni urbane, aree fitness e co-working. Abbandonata la tradizionale idea di proprietà, le case prevedono un abbonamento base per i servizi essenziali – affitto, elettricità, acqua, riscaldamento, manutenzione e strutture condivise – e in secondo luogo abbonamenti flessibili aggiuntivi per le esigenze quotidiane di cibo, media, assicurazioni, trasporti e attività ricreative. Insomma, una visione dell’abitare contemporaneo a basso impatto ambientale sicuramente più vicina al modello scandinavo, ma che secondo Ikea e SPACE10 «potrebbe creare nuove realtà che promuovono un senso di benessere e trasformare gli spazi che abitiamo in luoghi più sani e più felici, il tutto a prezzi più accessibili». 

Fonte: http://living.corriere.it/tendenze/design/le-novita-ikea-2020-2021-ai-democratic-design-days-2019/

Autore dell'articolo: living.corriere.it