Ben van Berkel: «Meno notifiche, più creatività»

Philippe StarckArthur Mamou-maniNanda VigoNeri&Hu, Ben van Berkel. Cinque guru della progettazione guardano al domani con i loro occhi. Tra robot e intelligenza artificiale, spuntano soluzioni immediate e prossime, dalle case da costruire in fabbrica – come si fa con le automobili – ai nuovi materiali per la città ideale. Tecnologia vs fantasia? L’ottimismo non manca. E c’è chi consiglia di portare un disco dei Rolling Stones su Marte.

In che modo la tecnologia influenza la progettazione?

Ci dà la possibilità di pensare in modo diverso, di immaginare e creare nuovi scenari, come l’invenzione dell’automobile o dell’aeroplano. Ci hanno permesso di visitare nuovi posti, scoprire e imparare da altre culture e ampliare i nostri orizzonti. Per ogni nuova innovazione che coinvolge il comportamento umano su scala globale si può dire che apra uno spazio nella nostra testa. Ma la facilità con cui oggi possiamo usufruire delle informazioni con un clic o un semplice comando vocale può anche diventare un blocco.

Consiglia di spegnere lo smartphone?

Sono un convinto sostenitore del detox digitale. A volte abbiamo bisogno di fermare il bombardamento di dati e notifiche per consentire alla nostra creatività di mettersi al lavoro. Anche a livello architettonico e di spazi pubblici occorre pensare a luoghi di aggregazione che arginano l’isolamento sociale.

Si comincia a parlare di biofacturing. Quali sono le nuove frontiere del design?

Nel mondo dei materiali stanno succedendo alcune cose davvero interessanti, dai tessuti responsive ai biocompositi. Il nostro gruppo di ricerca sta sviluppando per esempio una soluzione olistica per esterni e interni che, oltre all’isolamento termico, migliora la qualità dell’aria grazie all’eliminazione dei composti organici volatili e dei microrganismi. Abbiamo anche realizzato una vernice ultraresistente che protegge gli edifici e le strutture urbane dall’eccessiva radiazione solare riducendo la corrosione dello stabile e un sistema fotovoltaico flessibile e su misura per le facciate dei palazzi.

Ci saranno cambiamenti anche dentro le nostre case?

Reale e virtuale si sovrappongono sempre più spesso, la realtà aumentata cambierà significativamente il modo in cui interagiremo tra le mura domestiche. Penso agli anziani, che potranno vivere in modo indipendente più a lungo grazie a servizi pensati ad hoc. Che siano case stampate in 3D o meno, sarà possibile avere un livello digitale ben oltre la tridimensionalità degli spazi.

La realtà aumentata cambierà significativamente il modo in cui interagiremo tra le mura domestiche. Sarà utile anche per i più anziani

Intanto c’è chi pensa a come sarà vivere su Marte.

Non sono interessato tanto al paragone con la Terra, mi interessa comprendere cosa sarebbe la normalità da quelle parti.

BEN VAN BERKEL Fondatore di UNstudio, specializzato dal 1988 in sviluppo urbano e infrastrutture. Tra le sue opere più note l’Erasmus Bridge di Rotterdam, la stazione centrale di Arnhem e l’Università di design Singapore. È nato a Utrecht nel 1957.
unstudio.com

Fonte: http://living.corriere.it/tendenze/design/ben-van-berkel-intervista-futuro/

Autore dell'articolo: living.corriere.it