BMW GARMISCH, RICOSTRUZIONE DI UN MITO

Fin dagli albori del marchio, Bmw è stata ispirata e influenzata dalla cultura italiana del design e della carrozzeria. Dalla 328 Mille Miglia in alluminio leggero creata dalla Carrozzeria Touring alla fine degli anni ’30 alla M1 a forma di cuneo progettata da Giorgetto Giugiaro, c’è sempre stato un vitale scambio di idee e concetti attraverso le Alpi. E proprio come molte altre show car italiane degli anni ’60 e ’70, l’originale Garmisch è stata sviluppata da Bertone come una proposta di design indipendente volta a dimostrare la creatività dello studio. «L’idea originale è venuta dallo stesso Nuccio Bertone che voleva consolidare il nostro rapporto esistente con Bmw, progettando una show car a sorpresa per il Salone di Ginevra», ricorda Marcello Gandini, all’epoca responsabile del dipartimento design di Bertone. «Volevamo creare una coupé di medie dimensioni moderna che fosse fedele al linguaggio di design della Bmw, ma anche più dinamica e un po’ provocatoria». Mentre il profilo laterale della vettura era molto elegante e pulito, la caratteristica di design più distintiva della Garmisch era la sua variante audace, verticale e quasi spigolosa della griglia radiatore a forma di rene, fiancheggiata da fari quadrati coperti di vetro. Altri dettagli inusuali erano le griglie sportive sui montanti C e la copertura in rete a nido d’ape per il lunotto – un elemento distintivo dello stile di Marcello Gandini. Sebbene l’auto sia stata creata in un paio di mesi appena, il team di progettazione non ha tralasciato nessun dettaglio, neanche negli interni. Con la sua radio verticale piuttosto inusuale sulla consolle centrale, un lussuoso specchio pieghevole per il passeggero e un vistoso mix di colori e materiali, la Garmisch ha aggiunto un elegante tocco piemontese alla funzionalità del design degli interni dell’epoca.

Fonte: https://autodesignmagazine.com/2019/05/bmw-garmisch-ricostruzione-di-un-mito/

Autore dell'articolo: autodesignmagazine.com