IOC: l’ufficio in cerca di privacy

Dopo anni di open space e condivisione, il vero lusso in ufficio oggi sono silenzio e privacy. IOC, divisione di Lema, presenta un nuovo progetto per l’ufficio contemporaneo

ioc-divani-ghisolfa-raffaella-mangiarotti.jpgIOC – Salone del Mobile 2019 – poltrone e divani Ghisolfa e pouf Gioia, di Raffaella Mangiarotti.

Il mondo dell’ufficio oggi è alla ricerca di soluzioni per abitudini che cambiano. L’ufficio gerarchico, di vecchio stampo, è sempre meno diffuso, e la condivisione degli spazi richiede sempre più arredamenti e attrezzature che consentano di avere momenti di privacy, per conversazioni riservate, per riunioni a porte chiuse, o per semplici attimi di relax.

ioc-divani-ghisolfa-raffaella-mangiarotti.jpgIOC – Salone del Mobile 2019 – divani Ghisolfa, di Raffaella Mangiarotti.

IOC Project Partners, la divisione di Lema che opera nel settore dell’arredo per ufficio da oltre 25 anni (precedentemente International Office Concept), si è dunque rinnovata e ha intrapreso un nuovo percorso, che consente di realizzare progetti complessi, con prodotti progettati per queste nuove esigenze e soluzioni tecniche per richieste specifiche.

ioc-tavolo-sempione-sedie-magenta.jpgIOC – Salone del Mobile 2019 – Tavolo Sempione e sedie Magenta, di Raffaella Mangiarotti, con partizione Monforte.

Al Salone del Mobile 2019, IOC ha presentato il suo nuovo progetto, con la direzione artistica di Raffaella Mangiarotti, che ha progettato alcune delle prime collezioni di arredi. Ghisolfa comprende poltrone e divani con isolamento acustico, grazie allo schienale alto e imbottito, che consentono di creare micro-ambienti più silenziosi, per conversazioni “attutite”, se non riservate.

ioc-divani-ghisolfa-raffaella-mangiarotti.jpgIOC – Salone del Mobile 2019 – poltrone e divani Ghisolfa e pouf Gioia, di Raffaella Mangiarotti.

L’architettura della privacy

Monica Armani invece ha progettato Velasca, un “meeting pod”, una struttura in vetro autoportante che permette di creare sale riunioni completamente chiuse, all’interno di spazi più ampi. Due bordature a nastro in alluminio sostengono lastre di cristallo, curve o lineari; le pareti possono essere completamente chiuse con porte a battente, oscurate con tendaggi scorrevoli, e l’atmosfera all’interno del “pod” può essere purificata grazie al sistema di sanificazione impiegato da Lema per gli armadi.

ioc-velasca-meeting-pod-monica-armani.jpgIOC – Velasca meeting pod, di Monica Armani.

Le collezioni comprendono anche Brera25, un sistema di scrivanie progettato con la consulenza di Gensler, le sedie operative Magenta, i tavoli riunione Sempione, i pouf Gioia, i tavolini di servizio Corvetto, disegnati da Raffaella Mangiarotti, e altri prodotti ancora. Tutto il progetto IOC include anche i programmi di partizioni e pareti divisorie, che facevano già parte del catalogo precedente. [Roberta Mutti]

Fonte: https://www.designdiffusion.com/2019/04/29/ioc-ufficio-privacy/

Autore dell'articolo: designdiffusion.com