Il paradosso di Nendo

Inconsistente, evanescente, effimero: tutti aggettivi che se riferiti al lavoro di Oki Sato (Studio nendo), assumono accezione unicamente positiva. Gioca col paradosso il designer giapponese, per la nuova collezione Melt, 13 pezzi la maggior parte dei quali in edizione limitata presentata per WonderGlass (vista in anteprima in misura ridotta a gennaio alla fiera di Colonia), che comprende sedute, tavoli, paravento e vasi (in edizione aperta) ottenuti con il vetro colato. Che si arricchisce per questo Salone col nuovo grande candelabro a soffitto: un inno alla leggerezza e una vera sfida alla forza di gravità. Questa collaborazione con Oki Sato «il suo interesse nel gestire la materialità del vetro, è testimonianza del progressivo e naturale accostamento di WonderGlass al mondo dell’arte», afferma Christian Mussati, fondatore del marchio col padre Maurizio. La collezione nasce dall’idea quasi naturale «di accettare il flusso di gravità e utilizzare il peso del vetro per progettare se stesso», descrive Oki Sato, in un processo in cui «in un certo senso, fare meno e ottenere di più è la cosa più complicata», come sosteneva Mies van der Rohe.

L’allestimento Shape of Gravity, curato da nendo, è inserito ormai come da tradizione degli eventi WonderGlass nel contesto dell’austero palazzo ottocentesco sede dell’Istituto dei Ciechi. Domina il grande chandelier di 2,5 metri di diametro, che sembra fluttuare nell’aria con una delicata trama increspata. In aggiunta, quest’anno WonderGlass si può trovare anche al Bar Basso, storico ritrovo del “drink di design”, con i prodotti in vetro che hanno invaso le vetrine del locale.

Alla presentazione di Shape of Gravity incontriamo Oki Sato, di buon umore, molto loquace e divertito.

È sorprendente il modo in cui ha giocato con la leggerezza e la pesantezza: questa collezione sembra quasi un paradosso.

Esattamente. Qualche volta è il peso che crea la leggerezza, anche se questo sembra un nonsense. Ho avvertito che usando il vetro, materiale per sua natura pesantissimo, si potesse creare qualcosa di molto leggero ed elegante. Questo perché abbiamo cercato di controllare il materiale il meno possibile, lasciandolo fluire spontaneamente usando la forza di gravità. Quando sono andato a in vetreria a Venezia, uno degli artigiani ha fatto un errore, lasciando cadere la colata sul tavolo: sembrava letteralmente una pizza con tutta la mozzarella. È stato bello, come se il materiale fosse vivo.

Quindi potremmo dire che in questo caso il design sia stato una sorta di processo casuale.

In un certo senso lo è. Abbiamo lasciato che il materiale si muovesse per conto suo, con solo un controllo minimo finale. Non è ruotato o piegato o precipitato: eravamo lì tutti a sostenerlo a mezz’aria. Il risultato finale è molto vivo e leggero.

Ha scelto lei la tipologia di pezzi?

Il brief di progetto è stato molto libero.

Quanto tempo ha impiegato a sviluppare la collezione?

La parte di ideazione è stata abbastanza veloce mentre la realizzazione è stata complicata perché gli artigiani vetrai non avevano mai fatto niente di simile prima. Hanno fatto diversi tentativi, aggiustamenti, e hanno dialogato con noi in una bella forma di collaborazione.

Una domanda banale: quale pezzo preferisce?

La seduta con braccioli, la prima che ho visualizzato nella mia testa. Nel momento che l’ho vista ho capito che questa sarebbe stata una bellissima collezione.

Che trovo sembri fatta di niente e, allo stesso tempo, molto consistente e presente.

Ritengo questo un bel complimento.

 

dove: Istituto dei Ciechi, Via Vivaio 7. MM S.Babila, Palestro

quando: dal 9 al 14 aprile 2019

martedì – sabato, dalle 11:00 alle 19:00

domenica, dalle 11 alle 17

Fonte: http://living.corriere.it/salone-del-mobile/fuorisalone/san-babila/nendo-wonderglass-oki-sato-melt/

Autore dell'articolo: living.corriere.it