Luci (e ruspe) a San Siro

Demolire o non demolire il Meazza?
«Non sono mai stato un nostalgico e non dimentichiamoci che il Meazza è comunque molto diverso dal suo impianto originale. Se si decidesse di procedere con un nuovo Stadio, credo sia imprescindibile esprimere nuovi concetti e creare nuove icone, lo dimostrano tutti i grandi interventi urbani in giro per il mondo. E poi non è solo una questione stilistica: oggi l’architettura è diventata anche una grande opportunità per il territorio, per il turismo, basti vedere i fenomeni di marketing territoriale che hanno trasformato luoghi periferici come Bilbao in mete turistiche di primo piano».

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Come immagina il nuovo stadio?
«Come sapete abbiamo già lavorato con Arup Italia, eccellenza internazionale in ambito ingegneristico, su un progetto di nuovo stadio. Anche grazie a loro abbiamo definito nuovi canoni per uno Stadio urbano che: deve avere un piano terra vivo tutti i giorni per garantire aree di condivisione e intrattenimento, integrarsi nel contesto cittadino, accogliere prima di tutto le famiglie e consumare meno territorio possibile ribassandosi al di sotto della quota di terra che coinciderebbe con gli spalti del primo anello. E poi in una città come Milano che continua a crescere verticalmente, lo stesso rooftop apre scenari di utilizzo assolutamente inaspettati».

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Qual è la soluzione migliore per San Siro?
«Nel caso si dovesse realizzare un nuovo progetto, il Comune dovrebbe indire un grande concorso internazionale per immaginare la riqualificazione dell’area: questo potrebbe significare anche la demolizione del Meazza ma solo in funzione di uno scopo davvero strutturato e ragionato, nel solco della nuova immagine verde di Milano».

A cura di Michele Falcone

Fonte: http://living.corriere.it/tendenze/extra/fabio-novembre-san-siro-milano-demolito-nuovo-stadio/

Autore dell'articolo: living.corriere.it