Berlino a colori

Affrontare un trasloco è sempre una tremenda seccatura. Non è stato così per Ester Bruzkus, pluripremiata progettista di interni di origine israeliana di base a Berlino, che ha voluto trasferirsi in un altro appartamento dello stesso edificio in cui abitava, e ha visto l’occasione per realizzare un progetto completo di ristrutturazione migliorando lo spazio in cui vivere. Bruzkus non è una che pensa all’interno di schemi convenzionali, lo si intuisce dall’atmosfera che ha creato nella sua casa mescolando stili diversi molto distanti tra loro, all’apparenza inconciliabili. Ecco che tocchi di design scandinavo si fondono con i cenni Postmodern alla maniera del Gruppo Memphis; i materiali brutalisti – cemento e terrazzo – convivono con i vaghi riferimenti etnici degli arredi.

L’eclettismo stilistico ha come tratto comune un uso sicuro e audace del colore sparso per tutti gli 80 mq a pianta libera, in cui l’architetto ha saputo creare un susseguirsi di zone, livelli e scorci che offrono una ricca varietà di situazioni, in un appartamento che ha un’impostazione teatrale. Bruzkus ha giocato coi toni pastello – rosa, verde acqua, giallo, azzurro – e materiali caldi in contrasto con il fresco rigore del pavimento e del soffitto in cemento. «Questo gioco tra cromie e volumi definisce lo spazio piuttosto che chiuderlo – afferma l’architetto – così l’abitazione risulta ariosa, scorrevole e confortevole».

L’appartamento, si trova nella zona Estradenhaus, distretto Prenzlauerberg, una delle prime aree riqualificate dopo la caduta del Muro di Berlino. È all’ultimo piano di un edificio la cui tipologia era adatta all’intento progettuale prefissato, con le unità abitative molto schematiche che godono di ampie superfici vetrate e balconi sui lati ottimali est e ovest. Una situazione ideale: l’appartamento al grezzo era una specie di luminosa scatola vuota che si prestava alla massima flessibilità, con delle differenze di quota di un paio di gradini tra l’interno e i balconi, che l’architetto ha voluto enfatizzare creando delle piattaforme.

«Lo spazio è arioso come un palco aperto. Si estende continuo tra le facciate vetrate e ha tanti vani storage nascosti. Il progetto punta sull’uso ludico del colore, della luce straordinaria, sui mobili disegnati su misura e i dettagli», sintetizza con efficacia l’architetto.

Il grande plus della casa è l’uso esclusivo della terrazza di 70 mq sulla copertura, allestita dalla paesaggista Anja Knoth come un giardino pensile articolato su piattaforme di vari livelli, che potrebbe trovarsi tranquillamente nella Medina di Marrakech invece che nel centro della grigia Berlino.

Fonte: http://living.corriere.it/case/eclettiche/casa-a-berlino-colori-ester-bruzkus/

Autore dell'articolo: living.corriere.it