Al via “Broken Nature” per la XXII Triennale di Milano

Al via “Broken Nature” per la XXII Triennale di Milano

E’ stato presentato ieri alla stampa in viale Alemagna il progetto “Broken Nature: Design Takes on Human Survival” a cura di Paola Antonelli per la XXII Triennale di Milano: un’indagine approfondita sui legami che uniscono gli uomini all’ambiente naturale, legami che nel corso degli anni sono stati profondamente compromessi, se non completamente distrutti.

La XXII Triennale di Milano, analizzando vari progetti di architettura e design, esplorerà il concetto di design ricostituente e metterà in luce oggetti e strategie, su diverse scale, che reinterpretano il rapporto tra gli esseri umani e il contesto in cui vivono, includendo sia gli ecosistemi sociali che quelli naturali.

MOSTRA TEMATICA

La mostra tematica, al primo piano del palazzo di viale Alemagna, comprende una selezione di un centinaio di progetti degli ultimi tre decenni, esempi di design, architettura e arte ricostituente provenienti da tutto il mondo. Tra di essi, Broken Nature ospita installazioni e oggetti nuovi – come Transitory Yarn di Alexandra Fruhstorfer, Nuka-doko di Dominique Chen e Whale Song di Google Brain – accanto a pietre miliari come l’Hippo Roller di Pettie Petzer e Johan Jonker, il progetto residenziale Quinta Monroy di Elemental, le 100 sedie in 100 giorni di Martino Gamper, ed Eyewriter low-cost di Zach Lieberman (e altri), un sistema open source di tracciamento oculare. Questi progetti, che hanno svolto un ruolo essenziale nella storia e nell’avanzamento del design, hanno esercitato in alcuni casi un impatto memorabile sulla società e sul modo in cui gli esseri umani interagiscono con il mondo che li circonda. Per la prima volta vengono inseriti in un unico dialogo e in un unico spazio, allo scopo di svelare il potenziale del design come catalizzatore di cambiamenti sociali e comportamentali. La mostra tematica include anche alcuni lavori commissionati appositamente ad Accurat, Formafantasma, Neri Oxman e Sigil Collective.

LE NAZIONI INTERPRETANO IL RAPPORTO UOMO-NATURA

Al piano terra il tema del rapporto uomo-natura viene interpretato da diverse nazioni, mettendo in evidenza diversi aspetti del negativo impatto dell’uomo sulla Terra proponendo però idee per documentare, tramite le nuove tecnologie, lo stato attuale da cui partire per una rigenerazione. L’Italia propone una mostra interattiva che a fronte di un input del fruitore offre informazioni sulle diverse tematiche quali, ad esempio, come possono i droni documentare lo scioglimento dei ghiacciai o come sia possibile rigenerare paesaggi abbandonati nelle Alpi.

Uk

La Grand Bretagna si focalizza su un aspetto particolare la distruzione da parte dell’Isis dei santuari Yazida, mappando i territori con l’uso di droni e aquiloni dotati di telecamere per poi progettarne la ricostruzione e preservare l’identità e la cultura della popolazione Yazida

La Francia ha realizzato un’installazione al cui centro c’è la progettualità dei designer declinata in differenti strumenti, dal plastico completamente bianco funge da piattaforma-paesaggio per diventare terreno e simbolo delle azioni dei designer, a schermi che riproducono video di progetti.

Haiti

Di particolare impatto è l’installazione di Haiti che obbliga il visitatore a confrontarsi in modo forte con una quotidianità fatta di povertà ma permeata dall’anima dei suoi abitanti. Interessante la rappresentazione dell’anima catturata nella quotidianità attraverso oggetti di uso comune simbolicamente trasformati in mattoni.

Da segnalare anche l’utopico futuro messo in scena dalla Repubblica Ceca: ‘Litiopia’ un paese la cui vita si fonda sulle riserve di litio, la blockchain e i satelliti.

Litiopia

Fonte: https://design.pambianconews.com/al-via-broken-nature-per-la-xxii-triennale-di-milano/

Autore dell'articolo: design.pambianconews.com