Ma per le case che esistono già?

Finora abbiamo parlato di nuove costruzioni, e quindi il ragionamento, che comunque va fatto, riguarda un piccolo numero di edifici, considerato che il destino dell’Italia, come tutti i Paesi densamente abitati, sarà soprattutto di ristrutturare.

Si può rendere più resistente ai terremoti una casa che non è stata costruita per farlo? Certamente, anche se la qualità del risultato dipende sia dalle caratteristiche della casa, sia dai tipi di intervento. Che vanno dal rafforzamento della struttura, banalmente per esempio con gabbie in cemento armato, all’applicazione di isolatori, dissipatori e smorzatori, ad altre ancora. Tutti questi interventi, chiamati di adeguamento o retrofit sismico, stanno diventando sempre più efficaci sia per l’avanzamento della conoscenza, sia per lo sviluppo di nuovi materiali che per i nuovi impieghi di materiali già noti. Per fare due esempi, gli smorzatori a massa accordata vengono impiegati per evitare i rischi di risonanza contrastando la frequenza del sisima, e il neoprene trova buon impiego come isolatore.

Il modo migliore di procedere è di partire dal professionista: un ingegnere con preparazione specifica, giovane o aggiornato considerato che la disciplina e in continua evoluzione e rischia di vedersi proporre come miglior soluzione il cemento armato. L’ingegnere è la persona più adatta per studiare il vostro caso e scegliere le soluzioni specifiche più adatte, perché non esistono risposte applicabili a priori a tutti i casi.

Postato da: Casa & Design

Autore dell'articolo: Redazione