Addio a Robert Venturi

Quella di Robert Venturi, morto il 19 settembre all’età di 93 anni, è stata fra le più significative voci che si sono poste come alternativa alle istanze del Movimento Moderno per aprire la stagione dell’architettura postmoderna. “Less is a bore”, in contrapposizione all’affermazione “Less is more” di Mies van der Rohe, è l’espressione con la quale ha ribaltato e messo in discussione l’assioma della semplicità e della purezza a ogni costo. La grande rivoluzione operata da Venturi, valida ancora oggi, risiede nella convinzione che il linguaggio architettonico possa essere più ricco, complesso, articolato, eterogeneo rispetto a quello improntato alla nettezza e alla pulizia delle forme. In questo senso la Casa di Vanna Venturi, realizzata per la madre a Filadelfia nel 1964, è al tempo stesso la prova e il manifesto di un’idea dell’architettura che rifugge dal dogma per approdare alla sperimentazione di inedite convivenze linguistiche.

Casa Vanna Venturi a Chestnut Hill, Filadelfia, 1964

Casa Vanna Venturi a Chestnut Hill, Filadelfia, 1964

Nato a Filadelfia nel 1925, dopo aver conseguito la laurea all’Università di Princeton e aver vinto una borsa di studio dell’Accademia Americana di Roma, collabora con Eero Saarinen e Louis Kahn prima di aprire il proprio studio nel 1958 nella sua città natale. Presto sua moglie Denise Scott Brown –protagonista di primo piano nelle opere sia teoriche, sia costruite di Venturi – diventerà sua socia e lo studio assumerà il nome di Venturi, Scott Brown & Associates. Oltre alle sue architetture, realizzate soprattutto negli Stati Uniti ma anche in Europa, l’opera che lo ha consacrato al successo è il volume Complexity and Contradiction in Architecture, pubblicato nel 1966 a New York, nel quale la ricchezza della complessità e il fascino della contraddizione in architettura diventano motori di nuove sperimentazioni linguistiche, insieme alla casualità e all’improvvisazione. Nella prefazione originale del libro, Venturi afferma:

“Come architetto cerco di farmi guidare da una consapevole conoscenza del passato, più che dalla consuetudine […]. Come artista scrivo francamente cosa mi piace dell’architettura: la complessità e la contraddizione”.

Quando nel 1991 la Hyatt Foundation gli consegnerà il Pritzker Architecture Prize, Bill Lacy, segretario della giuria internazionale del premio, affermò che «nessun altro libro, con la possibile eccezione di Vers une architecture di Le Corbusier, ha avuto un potere tale da far cambiare direzione alla tendenza dominante del pensiero architettonico.»

Fonte: http://www.abitare.it/it/news/2018/09/20/robert-venturi-morto/

Autore dell'articolo: abitare.it