De Lucchi racconta il suo Anello mancante

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Michele De Lucchi si confessa al Maxxi di Roma. È infatti il celebre architetto e designer, “padre” di oggetti-simbolo come la lampada Tolomeo di Artemide, il protagonista della sesta edizione di Nature, il ciclo di mostre monografiche (a cura di Margherita Guccione e Pippo Ciorra) con cui il museo invita ciascun ospite a rappresentare la propria idea di architettura.

E Michele De Lucchi ha scelto di rappresentarsi con L’Anello mancante: un’installazione a forma di anello aperto che da fuori ricorda l’imponenza di un monumento gotico e si può visitare con tre percorsi (uno interno, uno esterno e uno che corrisponde alla “piazzetta” centrale). Ma è anche un’installazione carica di significati e di rimandi, come ci ha raccontato De Lucchi in occasione dell’inaugurazione. «Un anello mancante è l’elemento che unisce le parti lontane di una catena spaccata e aperta e oggi ne abbiamo spesso bisogno», spiega l’architetto introducendo il tema progettuale della sua opera. «E con questo mi riferisco soprattutto alla capacità di comunicare e all’efficienza del nostro linguaggio, che deve aiutarci a vivere meglio. Perché sono proprio la comunicazione e la capacità di fare oggetti, su cui proiettiamo significati ma anche emozioni, ad aver permesso all’uomo di trasformarsi da animale a homo sapiens, da “sconclusionato” a padrone della terra, e lo hanno aiutato a progredire, a organizzarsi e a convivere con gli altri». Da qui, il messaggio della mostra che, continua l’architetto, «è un invito a utilizzare al meglio la nostra capacità di relazionarci con gli altri, soprattutto oggi che la comunicazione è centrale, come dimostra anche internet, ma spesso utilizzata male».

Riflessioni, quelle che l’architetto invita a fare, che affondano le radici nel passato e sembrano quasi in contrasto con la struttura stessa, ideata all’insegna della ricerca e dell’innovazione. L’Anello mancante, infatti, è un’opera, a cavallo tra oggetto e architettura, costituita da una struttura metallica rivestita da scandole rettangolari in solid surface e interamente sviluppata e realizzata dallo sponsor tecncico UniFor, specializzato in arredamento per uffici. «Questa, come le altre iniziative culturali a cui abbiamo preso parte in giro per il mondo da Parigi a Berlino, per la nostra azienda è stata un’ulteriore occasione di crescita», commenta con soddisfazione il direttore generale Carlo Molteni sottolineando l’interesse verso il mondo dell’architettura, dell’arte e del design. «Progetti come questi, che permettono di lavorare a stretto contatto con gli architetti, aumentano infatti il nostro bagaglio culturale e potrebbero anche essere fonte di ispirazione per disegnare nuovi prodotti». D’altronde, conclude Michele De Lucchi rispondendo a Carlo Molteni, «con l’automazione di alcune attività, gli uffici stanno diventando sempre più luoghi della cultura e della conoscenza. Senza dimenticare che è proprio il lavoro, che avviene con gli altri e per gli altri, che ci permette di tornare alle relazioni». E, chissà, di trovare quell’anello mancante.

L’Anello mancante
Fino al 3 marzo 2019
Maxxi – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Roma, Via Guido Reni 4A
www.maxxi.art

Postato da: Casa & Design